PROGETTO AMA PER  NEO GENITORI CON FIGLI DIVERSAMENTE ABILI

 

NOME DEL GRUPPO: Genitori “diversamente insieme”

Area del bisogno e destinatari:  il faticoso e doloroso cammino per neo genitori che affrontano una nuova vita accanto ai  propri figli nati disabili.

Denominazione del servizio Genitori “diversamente insieme” gruppo di auto-mutuo- aiuto   per neo genitori con figli disabili.

Sede operativa: per avviare il progetto, in collaborazione con A.m.a.Li si è individuata una sede adeguata, accogliente e dignitosa, centrale per  poter esser facilmente raggiungibile da tutti situata presso la Casa dell’Auto Mutuo Aiuto, ex I Circoscrizione Comunale, via Crispi 22(quartiere Lavagnola), Savona.

Riteniamo significativo che tale luogo possa essere personalizzato con scritti, fotografie, quadri relativi ai   vissuti  dei partecipanti. Il giorno dedicato agli incontri settimanali del gruppo è quello del mercoledì con orario concordato dalle 18 alle 19.30.

Facilitatore: Manuela Vianelli:  madre di una ragazza di 30 anni, affetta da cecità e da paresi spastica dalla nascita-  Cellulare: +39 339 3950636  Via G Gervasio 39P – Albisola Sup                                                         email:secondastelladestra.ama@gmail.com

Coordinatore referente:  Francesca Sessa: madre di una bambina di 2 anni, affetta da cecità parziale e ritardo psicomotorio                                                    Cellulare: +39 348 7974965 Via Del Molo 6/8 – Savona                                         e-mail: secondastelladestra.ama@gmail.com

Data inizio  attività:  febbraio 2013

Obiettivo generale: Favorire l’incontro fra neo genitori  allo scopo di  avviare loro  verso un   processo di ricostruzione  della propria vita e di quella dei propri figli disabili in un nuovo cammino insieme.

Obiettivi specifici: Si raggiungono  aiutando le persone a superare le seguenti tappe per l’elaborazione della disabilità:

  1. affrontare con realismo ed obiettività  la diversità;
  2. superare forti  reazioni di risentimento, sensi di colpa e/o rimorso;
  3. cambio di identità che si esprime attraverso gli atteggiamenti assunti  dinanzi alla disabilità.

Metodologia:  La metodologia di riferimento utilizzata per portare avanti questo progetto, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è l’Auto-mutuo-aiuto.                                                      

Lo scopo di un gruppo Ama, come citato dai testi, è quello di mettere in atto una metodologia fatta dall’insieme di tutte le misure adottate da non professionisti, per promuovere, mantenere o recuperare la salute intesa come  completo benessere fisico, psicologico e sociale di una determinata comunità. Per l’OMS il metodo AMA è tra gli strumenti di maggiore interesse per ridare ai cittadini responsabilità e protagonismo, per umanizzare l’assistenza socio-sanitaria, per migliorare il benessere della comunità  (c.f.r. I gruppi di Auto Mutuo Aiuto e l’esperienza dell’Associazione AMA di Trento).

 

Analisi conoscitiva e attuazione nel territorio             

Nella fase preliminare dell’attuazione del progetto sono stati consultati i reparti di:  Pediatria e Neonatologia  dell’Ospedale San Paolo di Savona, nella figura del Dr. Cohen, i 4 distretti ASL2 (Savona-Albenga-Valbormida-Finale), il Dipartimento Sanità e Salute della Regione Liguria nella figura del Dr. Bonanni, il Centro Giovani con la Dr.ssa Montalbetti Maura, il CESAVO e l’associazione per il coordinamento dei gruppi di auto mutuo aiuto in liguria: A.M.A.Li, precisamente con il  Presidente Mensitieri Maria. Queste strutture  che sono in prima linea, se sensibilizzate  al problema, possono  proporre a persone con problematiche  inerenti, la possibilità di intraprendere questo  cammino.  In tal modo si può creare una rete  di collaborazione  per riuscire a dare con i fatti la sicurezza di essere aiutati.

Attualmente  nel territorio savonese  esistono vari gruppi AMA, ma nessun gruppo riguarda in modo specifico i neo genitori con figli disabili.

Attività previste

Si terranno incontri con cadenza settimanale con non più di 3/4 coppie di genitori partecipanti, che contatteranno verbalmente o telefonicamente il facilitatore o il referente del gruppo. Infatti nella metodologia di un  gruppo AMA è prevista  la presenza di una persona che viene definita “facilitatore” che non è un terapista, ma ha la funzione di produrre o facilitare il cambiamento. Il “facilitatore” deve concentrare il suo lavoro su ciò che i partecipanti possono fare l’uno per l’altro e il modo in cui opererà sarà determinante, soprattutto all’inizio. I requisiti che devono essere coltivati da parte del “facilitatore” sono:

la capacità di creare un clima di accoglienza;

l’impegno e la dedizione al servizio;

la comprensione degli obiettivi e del proprio ruolo nel  gruppo;

l’abilità nell’ascoltare e nel favorire l’interazione tra i partecipanti;

il rispetto, l’apertura e la tolleranza verso le differenze che emergono.

Si inizia   con una serie di incontri preliminari detti informativi dove si affrontano prima i principi, poi i valori del gruppo AMA, chiarendo con i partecipanti le finalità che questa metodologia si propone, offrendo già in questa occasione la possibilità alle persone di interagire tra loro, stimolando la conoscenza e il coinvolgimento reciproco. Questi incontri possono essere tenuti da esperti in campo specifico. Ad  esempio per affrontare il problema sugli aspetti sociali  può essere utile l’intervento di psicologi, psichiatri,  assistenti sociali, medici che possono portare un contributo professionale o basato sull’esperienza personale.

 E’ comunque fondamentale che il gruppo sviluppi una sua dialettica e non si basi su interventi esterni.

Dopo i primi  incontri inizia un percorso di responsabilizzazione nel quale i partecipanti devono passare  dalla posizione di “stare nel gruppo”,  a “fare  gruppo” attraverso un coinvolgimento personale che favorisce il prendersi cura prima di sé stessi e poi degli altri.

Il gruppo è aperto e può modificarsi nel tempo accogliendo nuovi partecipanti. E’ previsto al raggiungimento del numero di 3/4 coppie di genitori,  la moltiplicazione del gruppo (chiamata anche “Gemmazione”): tale moltiplicazione facilita la costituzione di una rete di gruppi sul territorio. E’ importante la regolare frequenza alle riunioni poiché aiuta a capire il senso del gruppo AMA e quindi facilita la realizzazione degli obiettivi.

Risorse e budget: Solitamente la partecipazione ad un gruppo AMA è gratuita.

E’ ovvio che se sarà necessario contribuire alle spese della sede (affitto locali, riscaldamento, luce, telefono) potrà essere chiesto un autofinanziamento o un contributo ad enti locali (Comune, Provincia, ASL, ecc…); inoltre per la diffusione e la publicizzazione del progetto è prevista una spesa per la stampa di pieghevoli, manifesti e l’invio di posta.

 

Verifiche e tempi: 

I “facilitatori” del gruppo AMA si incontrano periodicamente, rivedono  le proprie conoscenze e confrontano le proprie esperienze con altri gruppi che si occupano del sostegno dei neo genitori con figli disabili. La durata del progetto dipenderà dalle adesioni e dall’impegno del gruppo a  proseguire questo cammino.

 

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